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Scleroterapia

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La Scleroterapia, ce ne parla il Professore Lanfranco Scaramuzzino:

La Scleroterapia è una tecnica che viene utilizzata sia per il trattamento delle forme iniziali di insufficienza venosa(quando parliamo di capillari, quelle piccole macchie che sono antiestetiche è tanto odiato dalle donne) fino ad arrivare al trattamento delle vene varicose.

La Scleroterapia, un’arma importante

Quindi non possiamo chiudere nel cassetto la Scleroterapia che rimane ancora oggi per il flebologo l’arma più importante sia per trattare le forme lievi di insufficienza venosa, i capillari sia per trattare le forme più importanti, tante volte anche per correggere l’insufficienza venosa che può determinare l’ulcera.

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Prof. Lanfranco Scaramuzzino Chirurgo Vascolare

Domande & Risposte Scleroterapia

Tecnica medica che attraverso l’uso di specifici farmaci permette la chiusura definitiva di vene varicose e teleangectasie.

Il farmaco viene iniettato tramite aghi sottilissimi (30G) all’interno dei vasi da trattare e si induce una reazione infiammatoria all’interno dello stesso tale da provocarne la chiusura e successivo riassorbimento.

Le controindicazioni assolute alla metodica sono la gravidanza e la presenza di allergie al farmaco sclerosante, mentre per la gravidanza non esistono alternative se non aspettare, nel caso di allergie è possibile valutare l’uso di altri farmaci che non diano reazione allergica.

Importante comunque segnalare che nella nostra esperienza clinica non sono stati mai rilevati casi di reazioni allergiche importanti (un solo caso è capitato ma l’allergia era al lattice).

Nel caso di patologie a carico del sistema della coagulazione, un inquadramento accurato del difetto e un trattamento preventivo con anticoagulanti permette di eseguire comunque il trattamento.

Non esistono limiti di età, anzi nell’anziano è fondamentale il controllo delle varici per il maggior rischio di trombosi e la possibile rottura traumatica. In questi casi si verifica un sanguinamento molto copioso e difficile da controllare. La scleroterapia permette di chiudere questi vasi “a rischio” ed evitare la rottura.

La prima visita consiste in una attenta anamnesi volta a ricercare la presenza di familiarità per patologie delle vene, presenza di segni e sintomi riferiti dalla paziente.

Successivamente viene eseguito un esame eco color doppler che permette di individuare reflussi patologici a carico del sistema venoso profondo e superficiale. 

Gli esami del sangue vengono eseguiti in tutti i pazienti per ricercare eventuali disturbi della coagulazione. In particolare viene richiesta “l’omocisteina” che quando in eccesso nel circolo sanguigno può correlarsi a patologie quali aterosclerosi, trombosi, embolia infarto ed ictus.

Fondamentale è anche l’anamnesi farmacologica soprattutto per i farmaci anticoncezionali in quanto questi possono aumentare il rischio trombotico e impongono una scelta accurata del percorso terapeutico.

Assolutamente no, fortunatamente è sufficiente una piccola integrazione con acido folcio per far scendere i livelli ed eseguire il trattamento in tutta sicurezza.
Nelle fasi iniziali di “attacco” è possibile effettuare trattamenti settimanali, successivamente questo intervallo può essere allungato a due settimane per dare il tempo alle vene di occludersi e ai possibili lividi di riassorbirsi.
Immediatamento dopo il trattamento è possibile tornare alle normali attività lavorative incLuso anche lo sport. Nei giorni successivi non ci sono limitazioni se non evitare l’esposizione al sole nei primi 7 giorni.

I mesi migliori per cominciare questo percorso è Ottobre/Novembre, così facendo i mesi invernali e l’abbassamento delle temperature non creano problemi all’uso delle calze elastocompressive.

Inoltre nei giorni successivi al trattamento va evitata l’esposizione al sole delle zone trattate facendo così ricadere la scelta del periodo nei mesi invernali.

A questa domanda è impossibile dare una risposta univoca. Le tempistiche dipendono da numerosi fattori, in primis la situazione emodinamica del paziente.

A questo si aggiungono altre caratteristiche come il numero e la localizzazione delle varici/teleangectasie, la risposta al trattamento, il tempo di riassorbimento e scomparsa delle vene dopo la fibrosi.

È possibile dire che mediamente siano necessarie dalle 4 alle 8 sedute.

Non è possibile con alcuna metodica fornire dei risultati immediati in quanto è necessario dare il tempo al processo infiammatorio per completare la fibrosi della vena e successivamente permetterne il riassorbimento.

Questo processo varia in base alle dimensioni della vena e può richiedere anche più mesi in casi di vene molto grandi. Nei casi di piccole teleangectasie invece i risultati sono molto più rapidi.